Davide per la quinta puntata ci presenta un suo progetto realizzato assieme a dei suoi collaboratori, altra gente a cui piace bere broda e masticare titanio. Hanno costruito questa Moto Guzzi ribattezzata “Mandello Raw Power” e ora lui ti spiega un po’ cos’ha combinato.

Il progetto nasce nel 2005 o 2006 (non ricordo bene) su pezzi di carta scarabocchiati, negli anni l’idea si fa sempre più forte e diventa un sogno: una Moto Guzzi essenziale, pulita e filante, come non se ne erano mai viste, bassa e piccola, un custom anzichè la solita inflazionata cafè racer trita e ritrita, l’idea iniziale è ispirata alle corse su lago salato, a quei prototipi che costruiti in garage esprimono velocità solo a guardarli, un’essenza di spirito old style racing.

Nell’estate del 2010, in seguito all’incontro con Romano Brida (committente del progetto) e stra-appassionato cultore di mezzi hot rod, si inizia a delineare il lavoro da compiere su una vecchia ed impolverata Moto Guzzi T5 ex polizia del 1988 ferma da anni in un box a Milano.

A Luglio inizia la fase di smontaggio e rottamazione di tutto quello che non serve, ovvero tutta la moto al di fuori di motore, telaio, scatola della trasmissione e piastre di sterzo.
In seguito, il telaio viene modificato, accorciato e alleggerito, tagliato il canotto di sterzo e abbassato, il carter motore viene modificato e reso semi-portante e ora risulta appeso al telaio anzichè alloggiato in esso e appoggiato.
Il retrotreno con forcellone oscillante viene sostituito da un sistema rigido in tubi di acciaio della stessa dimensione di quelli del telaio originale, viene montata una trasmissione secondaria a doppio giunto cardanico a vista, per dare spazio al nuovo alloggio della ruota posteriore prelevata da un’anteriore lenticolare da 16 pollici di un Harley Davidson Fat Boy (se avessi usato un posteriore Fat Boy sarebbe stato troppo largo e non si avrebbe avuto lo stesso risultato estetico).
Freno posteriore a disco in acciaio inox con pinza Brembo serie Oro a 2 pistoncini. La forcella proviene da un Kawasaki W650 e ha steli da 39mm (maggiori rispetto a quelli originali Guzzi) che necessitano la barenatura delle piastre originali, queste vengono anche modificate nell’aspetto e lucidate come tutte le altre parti in alluminio presenti nella moto (non ci sono cromature ma tutto ciò che vedete lucido è in alluminio). La forcella viene tagliata di ben 10cm, e irrigidita grazie a molle dure e olio più denso. Mezzi manubri (d’obbligo).
La ruota anteriore è una replica Borrani in alluminio con profilo alto e un mozzo a tamburo Grimeca replica racing a 4 ganasce, che garantisce un buona frenata.
Lo scarico è stato fatto su richiesta ed è una vera meraviglia.

Altri particolari di rilievo sono le leve dei freni e il comando del gas realizzati in alluminio e ottone, da Kustom Tech appositamente per questa moto.
Il serbatoio proviene da un Honda Four 500 degli anni 70 ed è stato modificato per rimanere più basso e adagiato sul motore.
Il motore è un 850 cc con carburatore doppio corpo Dell’Orto DHLA con diffusore da 40, proveniente da un’Alfa Romeo, i collettori sono stati realizzati artigianalmente come quasi tutta la moto grazie all’aiuto di Andrea di Radikal Chopper Milano.
Tutta la moto è veramente bassa, ma la posizione di guida non è così estrema come si può pensare.
BOMBETTA!!!

Articolo e foto di Davide Caforio

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