Rocco Hunt, classe ’94 è arrivato dal nulla (anzi da Salerno) a dimostrarci che le pippe mentali sul rap non servono a niente. Certo già altri ce l’avevano detto, ma lui ce lo ha dimostrato al momento giusto, quando sembrava che le cose stessero per andare a rotoli, dopo svariati episodi di bambinaggine estrema da parte di cantanti e gruppi della scena italiana. Per questo e per la sua incredibile attitudine, abbiamo deciso di intervistarlo.

Bella Rocco! A Milano si saluta così, dicendo “bella” anche se sei un maschio, a salerno come ci si saluta?

A Salerno di solito io saluto con un “Ooh”, però dipende dai casi ovviamente…

Chi ascoltavi quando hai cominciato a fare i primi esperimenti con il rap? E ora chi ascolti?

Ho sempre ascoltato molto poco e sempre scritto tanto, ed è stata molto utile come cosa!

Io ti ho conosciuto con il brano Nun c’sta paragon’ di qualche mese fa, ma da quanto tempo è che hai un seguito al di fuori del tuo circolo di amici/collaboratori?

Appunto da quando è uscito il video, prima del video la cosa era limitata solo ad una cerchia ristretta…

Il video con cui a quanto pare l’abbiamo conosciuto tutti

Qual è il tuo piatto preferito?

Pizza!

Qual è la tua macchina preferita?

Non ho una gran passione per le auto, non saprei dirti.

Qual è la tua serie TV preferita?

South Park, ci sono puntate dove rido fino al giorno dopo.

Con cosa pimpi il tuo panino?

Mortadella, lo chiedi pure?!

Il nemico numero 1 di un rapper al giorno d’oggi?

L’invidia di un altro rapper.

Sei “nato nel ’94 come Justin Bieber”, hai visto che lui da pop star teenager sta diventando un rapper? Credo che la mutazione sia più grande di lui, intendo che il rap in america è la nuova musica pop. La più ascoltata, la più imitata, anche in Italia andiamo verso quella direzione… Ti sei fatto un idea a riguardo?

E Vabbè, è tutto normale, anche se l’Italia deve rispettare sempre quei 10 anni di differenza rispetto alle tendenze musicali americane!

L’ultimo video di Rocco Hunt feat. un veterano della scena: Clementino

In “questo posto dove tutto ha un prezzo” per cosa vale veramente la pena spendere?

Per le cose in cui si crede veramente, e per le persone vere, sono poche ma ci sono.

I tuoi compagni di scuola ascoltano la tua musica? E i prof?

Purtroppo (?!?!) non frequento più la scuola, ma nell’ultimo periodo in cui ci sono andato, era quasi diventata un ossessione la storia che i prof domandassero di continuo della mia musica e delle mie cose, erano come gli uccelli del malaugurio!

Una tua giornata tipo?

Mi sveglio, mangio, scrivo testi, poi scendo, vado in Studio, la sera esco (tranne quando suono in giro), rientro a casa e mi rimetto a scrivere!

A quando un tour?

Ma non ti nascondo che sto girando frequentemente l’Italia (ah ok mi sono perso io le date allora, ndr), ultimamente ho suonato in giro da Milano fino a Messina, e la cosa non mi può fare altro che piacere, chi è che non vorrebbe andare in giro e scoprire cose nuove esclusivamente con la propria musica?!

Ringraziamo Rocco per la disponibilità e seguite il suo Facebook se non lo state già facendo…

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