Gioite ubriaconi, alcolizzati e barristi. Da questa pianta (Hovenia dulcis) si estrae una molecola che consente di eliminare l’ubriachezza, la storditaggine, il mal di testa, etc etc causato dall’abuso di alcol. Mai più Moment placebo e torni a letto. Mai più abuso di paracetamolo o altre droghe di ripiglio. Solo Hovenia dulcis. Se sapessi estrarre una molecola da una pianta ne terrei una sul balcone.

Nello studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience 1 e coordinato dalla biologa molecolare Jing Liang 2, i ricercatori hanno dimostrato che la molecola Dhm funziona come scudo all’intossicazione del cervello da alcol, quanto meno sui ratti ubriachi. Per far sbronzare i poveri animali, Liang e colleghi hanno iniettato loro una dose di alcol paragonabile a 15-20 birre in due ore per un essere umano. La prova del nove era vedere quanto tempo ci mettessero ad alzarsi, dopo aver riposato per un po’ in un giaciglio assimilabile a un nostro sofà. I gesti goffi e scoordinati tipici di quando si è ubriachi, si sa, non sono appannaggio solo degli umani.

Senza l’iniezione di Dhm, ai ratti occorrevano circa 70 minuti per riprendersi e riuscire a stare in piedi. Invece, una volta iniettato – dopo l’overdose di alcol – anche un solo milligrammo della molecola, i loro tempi di reazione diventavano estremamente più rapidi: bastavano solo 5 minuti perché le cavie recuperassero la loro “compostezza” e apparissero in qualche modo sobri.

Ah, per ora è solo per topi, bastardi… Non è detto che con l’evolutissimo essere umano funzioni ma possiamo incrociare le dita e brindare alla scienza.

laRep via GK