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Le sneakers create da Ronnie Fieg sono sicuramente le più hype ultimamente, l’ultima collabo l’ha fatta con Puma, prima ne ha fatte diverse per Asics e New Balance, tutte sold out in poche ore e resellate a qualche gambata l’una.

Abbiamo mandato il nostro affiliato Mr. Barba a Parigi, alla presentazione delle Puma Disc COA di Ronnie Fieg a parlare con lui e così si sono confrontati due colossi dello sneaker game che fanno a gara a chi la sa più lunga, ti avverto che Ronnie si fa scappare qualche anticipazione. Ogni tanto ci sono dei miei commenti sympa non spaventatevi.

Questa è una delle due colorazioni di Puma Disc di Ronnie.

Mr. Barba: Vengo dalla vecchia scuola, sneakers vintage, ho cominciato nel lontano 1991 con Crooked Tongues.. Quando hai iniziato tu a collezionare?
Ronnie Fieg: Beh, io sono più giovane. Ho iniziato a collezionare quando avevo 13 anni, nel 1995. Tutto è cominciato quando ho comprato un paio di Jason Kidd Flight nere. Mia sorella me le ha acquistate in uno store a Jamaica, nel Queens: era entusiasta perché aveva una nuova carta di credito e voleva a tutti i costi spendere un po’ di soldi e comprarmi qualcosa. Così siamo andati in uno store a conduzione familiare e ho comprato due paia di Jason Kidd. Mi piacevano troppo e per paura di rovinarle decisi di metterne solo un paio e di lasciare le altre nella scatola. Fu così che iniziai a collezionare.

Ronnie Fieg first sneaker

SBAM. Hai già scoperto qualcosa di nuovo.

Quanti paia hai ora?
Più o meno 3000, ma non le conto più, l’ultima volta che le ho contate erano circa 2000, ed era due anni fa.

Quindi hai parecchie belle cose del passato o solo retro?
Ho cominciato a collezionare in modo pesante, comprando 5 paia di scarpe alla volta, con le prime Nike SB.

Le compravi per tenertele o anche per resellarle?
Non ho mai resellato. Partivo sempre con l’intenzione di comprarle per rivenderle ma poi non sono mai riuscito a farlo, non avevo il coraggio di darle via. Non mi interessava che il valore salisse o scendesse, perché per me il valore è relativo a quanto mi piacciono.

Capito? Ronnie ama le sneakers non riesce a separarsene quindi basta vendere, compra!

Il tuo archivio gioca un ruolo fondamentale quando lavori alle tue collaborazioni?
Mai. Mi piace pensare di essere un creativo. Le idee mi vengono appena lavoro su forme, silhouette, materiali diversi e ogni volta cerco di dargli il miglior aspetto possibile. Mi piace diversificare da ciò che è già presente nel mercato, e tutto, soprattutto i colori, sono frutto delle varie esperienze che ho nella vita.

Asics è stato il tuo primo approccio ad un brand sportivo?
Sì, Asics nel 2006. La cosa buffa è che quando loro hanno aperto il loro archivio per farmi scegliere su che modello lavorare, ripensai a quando ero piccolo – avevo solo 9 anni, era il 1991 – mi lamentavo con mia madre perchè volevo un paio di Reebok Pump e invece lei mi comprò un paio di Asics Gel Lyte 3. All’inizio le odiai, ma con il passare del tempo cominciai a metterle sempre più spesso, fino ad amarle. Alla fine le avevo praticamente distrutte, volevo ricomprarne un nuovo paio, ma Asics aveva smesso di produrle. Fu così che quando me le mostrarono gli occhi mi uscirono dalle orbite e decisi subito di voler lavorare sulle Gel Lyte 3, nel 2006.

Cioè hai capito? Ronnie Fieg le Gel Lyte III all’inizio non le voleva proprio!

Quindi è Asics che è venuta a cercarti?
Avevamo instaurato una buona relazione, in quanto compravo costantemente Onitsuka Tiger per la catena per cui lavoravo (David Z) e avevo creato un bel business con loro, così mi chiesero se fossi interessato a fare qualcosa con loro dal momento che sapevano che ero uno sneakerhead.

Qual è la tua preferita tra le collaborazioni che hai fatto?
Le amo tutte allo stesso modo.

Quali sono le sneakers del tuo passato, di quando eri giovane? A quel tempo non era semplice averle, qual è quella che ti è rimasta più impressa? Secondo me tutti i migliori modelli arrivano da quei tempi.
Sicuramente le prime Huarache. A quel tempo erano le mie preferite, anche se erano le uniche scarpe che mi facevano venire le vesciche a causa del sockliner in neoprene che puntualmente vestivo senza calze sputtandandomi i piedi. Ovviamente ai tempi anche le Jordan 11 erano molto importanti per me, ma mi mettevo soprattutto PUMA Suede e adidas Shell Toe senza calzini e con i fat laces..

Ma le Suede originali o quelle che Puma faceva per il mercato americano? Sai che ce n’erano varie versioni…
…ero troppo giovane per queste cazzate. Avevo 8 anni. Non potevo comprendere la differenza. Comunque mi mettevo Superstar, Suede… e poi ovviamente quando uscirono le Air Max nel 95 fu un momento epico. E, che tu ci creda o no, anche Avia era fighissima ai tempi, anche se mia madre me le comprava principalmente perchè erano economiche e non ci potevamo permettere altro.

Mr. Barba all’attacco, povero Ronnie aveva solo 8 anni e doveva già capire se le sue Suede avevano lo shape americano o no.

Lo so, lo so, conosco Avia, c’è una storiaccia dietro…
Sì, le 820, avevano una concavità uguale a quella delle Jordan 1.
Sì la suola, venne pagata da Nike…
Sì, Avia fece causa a Nike per il design della suola delle Jordan 1 e credo che vinse.
No, questo avvenne dopo, ma c’era qualcosa di pazzo riguardo a qualche tecnologia… (ma cosa sta dicendo? ndr)
Perchè se tu guardi le 830… C’è un incavo nella suola che quando si flette esce fuori… erano decisamente avanti per i tempi. È divertente perchè non molte persone si ricordano dei brand più economici, ma invece se indaghi erano i più interessanti. Dovevo anche farci qualcosa (con Avia) ma poi hanno deciso di vendere a Wal Mart e quindi ho lasciato perdere tutto.

Ma sto scoop? Io non ne sapevo niente.

Questa è l’installazione a Parigi per presentarle.

Parliamo delle Puma Disc COA…
Allora, in Puma lavora un gentiluomo di nome Yassin, che capisce questo mondo, il mondo “select”, sa che Puma ha un archivio fantastico e che ha molti modelli interessanti che possono essere riproposti ed essere davvero in linea con il mercato, penso che al brand mancasse una persona come lui. Solo sedendoti in questa stanza (chissà cosa c’era, ndr) vedi una grande differenza rispetto a quello che ci aspetta, e penso che il rapporto tra me e Puma continuerà a crescere sempre più forte perchè l’interesse per Puma sta crescendo a sua volta. Quindi penso che abbiano fatto un ottimo lavoro quest’anno, oltre a me stanno lavorando con un sacco di gente giovane e talentuosa e questo si vedrà ancora di più in futuro.

E in futuro su cosa lavorerai? Rimarrai su modelli anni ’90 o ti sposterai magari più indietro nel tempo, verso le Suede o magari gli altri modelli degli anni ’70, il momento d’oro di Puma..
Sei tu che pensi che sia il momento d’oro.. Vediamo, anni 70.. qual è la tua scarpa Puma preferita? Ora ti intervisto io.
La Boris Becker.
Ok.. be’, stai a vedere! Non si sa mai. Qualcosa potrebbe succedere presto.
Be sai è perchè io amo il tennis e quindi..
Ah, giochi ancora?
Sì, anche se sono vecchio gioco ancora, anche se non più con quelle scarpe…

Ecco le BB.

Ma siamo sicuri che poteva dirle ste robe? Mah. Comunque iniziate a farvi piacere il tennis così non passate per hypebeast.

Ricordiamo al pubblico di UNOTRE.com che su UNOTRE Store certe collabo le trovi quando escono.

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