Gionni Gioielli è sicuro uno dei pochi “king dell’underground” (cit.). S’è fatto da solo, s’è fatto tanto, sa farti sorridere e farti ragionare su cose serie senza sembrare un babbo, è strippato di bollicine e c’è sempre piaciuto.

Da pochissimo è fuori il suo nuovo album “Metodo Classico”, noi abbiamo cercato di conoscerlo un pochino meglio…

KIKKO: Non sono un grande fan del rap, ma tu sei uno dei miei artisti prediletti, da quando ho sentito Voglio Tutto dei Micromala ho capito che c’era da tenerti d’occhio. I nostri utenti ti conoscono per quello che sei ora, hai voglia di raccontare in breve la tua gavetta?
GIONNI: Intanto ti ringrazio per la fiducia. Io ho iniziato un vita fa. Non esistevano le serate, si chiamavano jam. Si andava alle jam e si faceva il rap. Si usavano i due giradischi col dj che faceva i cut. Era un altro mondo. Giravamo io e Nex Cassel per il Triveneto a molestare l’ambiente. Chilometri in treno e autostop e treno per andare a registrare una strofa. Così è nata Adriacosta e poi Micromala. Man mano si sono aggiunti altri amici. Poi internet ha reso tutto diverso. Ora la gavetta non esiste più. Una volta se non andavi da qualche parte non esistevi proprio.

La prima traccia di Metodo Classico, “Hai schiacciato play”:

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Metodo Classico è un nome importante, sono anch’io sotto con le bollicine, hai qualcosa da dire a chi preferisce quelle francesi alle nostre? Ho visto anche che c’è una traccia che si chiama Champagne…
Le bollicine rendono la vita migliore. E non esiste un meglio i francesi o meglio noi. Ho bevuto degli champagne che valevano meno di alcuni prosecchi. Un buon prodotto è un buon prodotto al di là del nome che ha appiccicato sopra. Vale nel vino come nella musica, nella moda, e in tutto. Certo un nome è una garanzia di qualità e in linea di massima i francesi sono i migliori in questo. Ma un Ferrari Perlè vale sicuramente il doppio di un Möet da supermercato… Infatti costa il doppio. Comunque… A chi non beve bolle dio neghi pure l’acqua (condivido, ndr).

“Faccio quello che mi piace fare e preferisco sedermi a produrre un beat piuttosto che sbattermi per girare un video.”

Sei il primo rapper negli ultimi due anni (almeno) che droppa un solo video prima dell’uscita dell’album. E’ una cosa voluta, tipo una protesta verso il mondo della musica di adesso che vuole un video per ogni traccia, o è solo che hai riempito la pancia di bolle a discapito del budget video?
Principalmente non volevo che uscisse il disco e la gente conoscesse già metà dei pezzi. E poi io faccio musica perché mi piace farla, non per lavoro. Quindi faccio quello che mi piace fare e preferisco sedermi a produrre un beat piuttosto che sbattermi per girare un video. Chiaro, se lo facessi come lavoro ed avessi budget serio e molto tempo libero, ne dedicherei molto di più all’impatto visivo dei miei pezzi, anche perché con le nuove generazioni mi pare che il video conti più della musica… Ma io non sono delle nuove generazioni quindi magari mi sbaglio.

Tra i giovani talenti c’è qualcuno che prediligi?
Giovani talenti?… Giovani talenti?… Giovani talenti… Ci son tanti buoni producer… A livello di rap invece mi pare che si siano tutti un po troppo omologati… Ci sarebbe Fiks che è un ragazzo della zona che può fare qualcosa di buono. Dium (Niggadium, ndr) è giovane ma per me è già un big della scena… Poi boh… Dei rapper usciti negli ultimi anni potrei dirti Nitro ma pure lui è già un nome bello grosso…

Nex Cassel e Niggadium, A chi ci vuole male:

Ascolti solo rap? O c’è della musica italiana senza beat e rime che ti aggrada?
Ascolto moltissima musica non rap ma di italiana veramente poca. Trovo che il rap sia la musica meglio evoluta in Italia, non perché siamo particolarmente bravi ma perché quelli che fanno altri generi sono a dei livelli ridicoli a meno che non si vada a pescare nel passato antico della musica italiana. Ora se ce la fanno come suono fanno schifo come parole. Se scrivono bene hanno linee vocali oscene. Ascolto molta musica ed il mondo è pieno di bella musica… L’italia meno.

Stai architettando un tour? Chi ti porteresti in giro per l’Italia tra i vari che hanno fatto feat in Metodo Classico?
Sì. Sto cercando il modo di ritagliarmi abbastanza spazio per suonare in giro. Credo che un live con E-Green e Noyz sarebbe devastante anche se magari sarebbe controproducente per me dividere la scena con due animali da palco come loro visto che mi eclisserebbero credo…

La copertina di Metodo Classico:

Qual è la tua traccia preferita quando stai chiudendo una serata molesta alle 10 di mattina?
Blue Train di John Coltrane è il pezzo. Dieci minuti di musica che possono mettermi in pace con il mondo in qualunque momento della mia vita. Che siano le due di un pomeriggio di agosto in spiaggia o le nove di mattina di una domenica di dicembre dopo una notte di delirio. Quando parte quel paparaaapapppaaaaa sto bene.

John Coltrane, Blue Train:

C’è una traccia che si intitola Once Were Warrior, film culto, altre chicche da consigliarci? Anche meno cult così scopriamo qualcosa di nuovo e svoltiamo le domeniche sera…
Film da paura ce ne sono un’infinità… I primi che mi vengono in mente: Serpico o Quel pomeriggio di un giorno da cani con un giovane Pacino. Tra i più recenti seguo i Cohen oppure Nolan. Ho ‘na memoria che fa schifo… Carandiru, Le nove regine, Menace 2 society, I soliti sospetti, The bird, Exit through the gift shop. Un’infinità appunto.

Che dire, Gionni spacca e non avevo dubbio alcuno, gli auguriamo di potersi permettere le bollicine più pregiate scrivendo le canzoni rap. Metodo Classico è già culto còmpratelo. Un ringraziamento speciale allo Zio Andrew di Propaganda che ci mette in contatto con gli artisti più pesi.