Mosè è un rapper della scena underground di Milano. Ci abbiamo parlato perchè è uscito poco fa il suo album solista “Liberazione” e perchè se no ci picchiava.

Bella Mosè, parlare della propria zona è una caratteristica strettamente rap, secondo te come mai non è più “di moda” farlo?
Bella a tutti. Ora che il rap è stato sdoganato in Italia, è chiaro che il concetto di zona rischia di essere incomprensibile a molti. Nonostante questo non credo che possa essere totalmente disgiunto dall’idea di zona in quanto in molti casi rappresenta il punto di partenza.

Cosa significa per te la zona 9?
La Nona è un grande laboratorio del Fai da te. Cresci in mezzo a gente abituata ad arrangiarsi con quello che ha, una cosa che stimola i talenti. Di tutti i tipi. Ma proprio tutti.


Nord di M.I. – Mosè (feat. Giga)

Esistono altre realtà rap, oltre ai COV, così legate all’underground, a Milano?
Se facessero rap, ti direi di sì: gli atiemmini (quelli che lavorano per l’Azienda Trasporti Milanesi, ndr).

Questo è un atiemmino per intenderci.

Liberazione è un album solista anche se carico di feat., è più facile lavorare da solo?
No, infatti è carico di feat. Si tratta comunque di una raccolta di brani degli ultimi 3 anni. Per il nuovo disco a cui sto lavorando mi sto avvalendo di una maggiore collaborazione esterna, un po’ per alleggerire il mio carico, un po’ “contaminare” le mie produzioni e il mio modo di scrivere.

Passiamo alle domande serie: Milan o Inter? Se non sbaglio scorre del sangue rossonero tra i COV…
“io sono più milanista di Galliani” cit. Gattuso.

Non ne risparmiano nemmeno una di disciplina HH.

Quante volte al giorno pensi che vuoi fare più soldi di Rick Ross?
Sono cresciuto in mezzo alla strada in una delle zone più povere di Milano, dove conta più chi sei di quanti soldi hai, quindi ti assicuro che dei soldi non me ne può fregare di meno. Daaaaiii ooohhh, stò $ch€rzando. 24/24, come i tabacchini automatici.

Tra i rapper che ci sono in Italia ce l’hanno fatta (a fare i soldi) c’è qualcuno che ascolti volentieri?
Potrei stupirti.

Guè Pequeño vuol prendere casa in Svizzera. Tu dove andresti?
A casa del Guè a Milano.

Stile la casa del Guepeko.

Ti hanno mai detto che canti troppo veloce? Io sono abituato a quelli che scandiscono ogni parola prolungandolaaaa cosìììììììì tipo Vasco.
E’ la stessa domanda che ho fatto io al Blasco: “Bella Blà, non ti hanno mai detto che canti troppo lento? Io sono abituato a quelli che noncicapisciuncazzoperquantovannoveloce”.

E’ vero che sei il più “bravo ragazzo” dei COV?
Da quelle parti siamo tutti “bravi ragazzi”.

Adesso segui Mosè su Facebook e scarica Liberazione.
Foto (a parte quella in casa di Guè) © Fabio Funky