Realizzare una pubblicità che promuova un prodotto potenzialmente dannoso non è facile. Ultimamente la cosa che va per la maggiore è far vedere quanto è figa la festa con quell’alcolico, o quante fighe ti stanno attorno se stai bevendo quell’altro alcolico. Prima di questa fase, c’è stata quella in cui si associava il brand a macchine o piloti, o alla gratificazione tanto meritata dopo aver affrontato grandi imprese ultra-positive come salvare un cavallo malato. Ma quello che non passa mai di moda è sempre e comunque l’alcol come pre-scopata. E come fai a dargli torto. Dopo questa mia introduzione campata per aria, attenta analisi del mondo dello spot pubblicitario e della strategia di marketing nel superalcolico, guardiamo i cinque spot che ho classificato per voi…

5 – Sambuca Molinari, perchè bere tanto se è buono?

http://youtu.be/bGRLZZZ6rXw

A casa mia, sarà che sono altri tempi, ma se è buono ne bevo tanto.

4 – Montenegro, maestosi cavalli in pericolo

http://youtu.be/0ZeB3YhxXJA

Cioè, salvare n°2 cavalli in pericolo, come minimo ti da il diritto di bere n°2 bocce di Montenegro a testa. E ho detto minimo perchè non sappiamo la razza e destinazione dei quadrupedi. Già se non stavano per essere macellati le bottiglie diventano 3.

3 – Martini, Racing Team

http://youtu.be/WwO6XIrfLRY

E’ scritto sulle macchine da corsa zio, se non bevi Martini non sei un uomo.

2 – Amaro Lucano, il marpione horror

http://youtu.be/xqXtgt6gyBQ

Ma che scherzi del cazzo sono? Solo uno con quella faccia poteva impaurire una giovane donzella con una musicassetta con su ululati e rumori, e intanto nella stessa mossa parlare dei suoi antenati e far sentire il Dolby Surround che c’ha nel castello.

1 – Jagermeister, rave casalingo in trip

http://youtu.be/NYY4pqfaILw

Qualcuno di voi me ne vorrà, perchè in prima posizione non troviamo un prodotto italico, a differenza dei quattro sopracitati. D’altronde, il prodotto teutonico c’ha quella marcia in più che permette alle persone di sostituire la droga con una bevanda alcolica legale.