Cinema Difficile
Siccome ci hanno detto che parliamo solo di scarpe e mettiamo le foto delle tipe nude e ci piacciono le cose dei tabbozzi (comunque non capisco come cazzo non si possa essere d’accordo) abbiamo pensato di chiamare un nostro caro amico e riempire una pagina di parole che nessuno di voi capirà – dopotutto sto già facendo una frase di una lunghezza tale che la maggior parte dei lettori di unotre sarà già tornata su YouTube a cercare i video della gente che casca facendo le penne col motorello e non leggerà mai la prossima parola, ovvero…

Se chi si occupa di divulgazione cinematografica in Italia dovesse fare la gara del piscio più lontano, senza ombra di dubbio, Fuori Orario – cose (mai) viste innaffierebbe una tratta lunga quanto l’intero stivale e si aggiudicherebbe il gradino più alto del podio ad una distanza dal secondo posto raggiungibile soltanto in aerostato. Di festival cinematografici l’Italia è piena, ma guardare il cinema attraverso i filtri del grande schermo, rispetto all’effluvio delle catodiche notti di Rai Tre, sarebbe come paragonare le capacità coltivatorie di un irrigatore da campo da calcio a quelle della pioggia.

Potremmo radere al suolo la peripezia linguistica della premessa ma mi è parso corretto tributare un pensiero alla trasmissione che mi ha fatto conoscere l’uomo di cui andrò parlando, e aprire le parentesi per scriverci semplicemente ‘via Fuoriorario’ non mi sono sentito di farlo.

Taris roi de l’eau

Hoodwinked

Rambo controlla il blocco. Non si scherza.

Jean Vigo. Lo scrivo subito così da levarmi il peso di mettere i due punti.

La biografia è su Wikipedia e a chi storce il naso sulla veridica correttezza del sito consiglio di comprarsi il meglio cofanetto che contiene tutti i films lunghi (due, ndc) e tutti i documetraggi precedenti (sempre solo due, ndc).

Conosciamo il termine apogeo e se dovessi tracciare le orbite che ruotano intorno alla parola ‘cinema’ affermerei con particolare certezza che Jean Vigo sta al pericinzio.

Per mettere a fuoco e legarmi all’inizio, Vigo è il regista delle immagini che siglano il programma nottiferaio ghezziano, quelle dell’uomo che si butta nel fiume (Senna, ndc) e fa le bollicine sott’acqua.